Nonostante i livelli di stoccaggio del gas inferiori rispetto agli anni precedenti, gli Stati membri e la Commissione europea ritengono che non sussista un rischio immediato per la sicurezza dell’approvvigionamento di gas nell’Unione. Lo ha confermato il Gas Coordination Group (GCG), l’organismo che riunisce esperti della Commissione e dei governi nazionali, al termine di una riunione dedicata alla preparazione invernale del sistema energetico europeo. Gli esperti hanno chiarito che, sebbene la situazione sui mercati energetici globali resti eccezionale e richieda un monitoraggio costante, il quadro attuale differisce in modo significativo da quello del 2021 e del 2022. Secondo la Commissione, l’Unione è oggi meglio preparata grazie a una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento, a una capacità di importazione di gas naturale liquefatto più elevata e a una domanda di gas ridotta rispetto al periodo della crisi energetica.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’Unione europea si avvia alla stagione degli approvvigionamenti invernali con i livelli di stoccaggio del gas più bassi mai registrati, un dato che alimenta i timori di nuovi rincari per famiglie e imprese nei mesi più freddi. Il quotidiano britannico attribuisce la situazione al rallentamento del ritmo di riempimento degli impianti di stoccaggio nel corso della stagione di rifornimento, che si sviluppa tradizionalmente tra aprile e ottobre.

Il quadro descritto dal Financial Times trova conferma nei dati raccolti da Gas Infrastructure Europe (GIE), l’associazione degli operatori delle infrastrutture del gas, secondo cui i livelli di riempimento degli stoccaggi europei si sono attestati nelle scorse settimane sui minimi dal 2011, anno di inizio delle rilevazioni della piattaforma. Analisi indipendenti, tra cui quelle della società di consulenza Wood Mackenzie, indicano che gli impianti europei potrebbero concludere la stagione di rifornimento significativamente al di sotto della media degli ultimi cinque anni.

Secondo la Commissione, la situazione in Medio Oriente resta instabile e la produzione di gas naturale liquefatto del Qatar è tuttora ferma, un fattore che ha ridotto la disponibilità di forniture sul mercato globale. Più recentemente, le ondate di calore registrate in Europa hanno fatto salire la domanda di gas destinato alla generazione elettrica, aggiungendo ulteriore pressione sul sistema.

L’incertezza geopolitica continua inoltre ad alimentare una marcata volatilità dei prezzi. La Commissione ha precisato che continuerà a monitorare molto da vicino l’evoluzione della situazione, in cooperazione con gli Stati membri e con gli operatori del settore.

Sulla base delle proiezioni storiche, l’Unione europea è comunque in linea per raggiungere un livello adeguato di preparazione in vista dell’inverno. Nelle circostanze attuali, la Commissione non ravvisa motivi per intervenire, ritenendo il sistema del gas europeo sufficientemente resiliente da affrontare livelli di stoccaggio più bassi durante la prossima stagione invernale.

Una nuova riunione del Gas Coordination Group è già stata fissata per il 24 settembre, quando Commissione e Stati membri torneranno a fare il punto sulla situazione degli approvvigionamenti.

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